Viaggio della memoria a Budapest

I viaggi della memoria sono un elemento fondamentale per riflettere su quella che è stata la più grande tragedia dell’umanità. Negli ultimi anni sempre più scuole organizzano viaggi per cercare di comprendere come sia stato possibile e che cosa abbiano significato realmente le leggi razziali e lo sterminio di milioni di persone, ebrei, rom, oppositori politici, appartenenti a minoranze. Un viaggio che non deve essere la parte conclusiva di un percorso ma anzi deve essere l’inizio di una riflessione, che parte singolarmente per poi coinvolgere tutta la società, ma che deve vedere come protagonisti in primis la scuola come istituzione educativa e gli studenti come i giovani sui quali si costruirà la società del futuro.

I viaggi sono solitamente diretti a Cracovia (Polonia), dove è possibile visitare il campo di Auschwitz-Birkenau. Riteniamo però che possa essere estremamente interessante anche una visita a Budapest, che può essere facilmente inserita in questo percorso in quanto geograficamente si colloca circa sulla strada che porta a Cracovia dall’Italia.

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In visita alla Grande Sinagoga

Perché Budapest?

Budapest è una città che ha pagato un contributo altissimo alle tragedie del Novecento, in particolare all’olocausto. Qui la grande comunità ebraica e rom hanno vissuto sulla propria pelle segregazione e deportazione, riuscendo però a sopravvivere.

La comunità ebraica di Budapest ha avuto, ed ha, una storia ricchissima. Nei campi di Auschwitz-Birkenau hanno trovato la morte 600.000 ebrei ungheresi. Una tragedia che ha segnato in maniera inscindibile il nome del campo con la storia ungherese.

La comunità ebraica ungherese era tra le più grandi d’Europa ad inizio del Novecento. La storia ungherese ed in particolare quella della capitale si legano a doppio filo con la storia dell’ebraismo. L’Ungheria fu un luogo di accoglienza e di prosperità per gli ebrei che vi accorsero in massa alla fine dell’Ottocento, per poi diventare il primo paese europeo a promulgare leggi anti-ebraiche nel 1922.

Budapest è una città particolare soprattutto perchè l’80% della comunità ebraica si salvò durante la seconda guerra mondiale. Un fatto più unico che raro nell’Europa centro-orientale. Tanto è vero che se visitate le grandi città dell’Europa centro-orientale (Praga, Varsavia, Cracovia, Vienna, etc.) non troverete più una comunità ebraica viva. A Budapest invece si può toccare con mano, e confrontarsi, con una delle comunità ebraiche più grandi d’Europa, viva e attiva tutt’oggi. Budapest diventa quindi quel luogo dove scoprire non solo i drammi storici del passato, ma poter anche avviare un confronto con la comunità ebraica di oggi. Cosa vuole dire essere ebreo oggi? Qual è il peso della memoria per la comunità ebraica?

La capitale ungherese si presta inoltre a un’interessante discussione sulla memoria dell’olocausto, tema molto discusso tutt’oggi. Grazie ai suoi monumenti la città può essere protagonista di un percorso che voglia indagare sulla memoria, da quella ufficiale del governo, spesso contestata dalla comunità ebraica, a quella collettiva della società civile. Un dibattito che può aiutare la riflessione su quali sono le problematiche di una memoria collettiva.

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Le scarpe sul Danubio

Quali possono essere gli obiettivi di una visita a Budapest?

Variegati possono essere gli obiettivi che un viaggio o un progetto educativo con al centro la memoria dell’olocausto possono avere. Obiettivi che devono tenere conto del percorso educativo dei ragazzi e che ovviamente possono essere concordati e discussi a seconda dei progetti. Spunti per alcuni obiettivi che si possono realizzare durante un viaggio della memoria a Budapest possono essere:

  • riflettere e indagare su come nasce l’antisemitismo e come attecchisce la propaganda razzista.  Fondamentale per capire l’olocausto e per creare quegli anticorpi contro il razzismo che ancora oggi, ed anzi, oggi più che mai, rappresenta un pericolo per la società;
  • un percorso di conoscenza della cultura ebraica di oggi, visitando Sinagoghe, centri culturali e confrontandosi con coetanei ebrei per discutere delle tragedie passate ma anche e soprattutto per conoscersi;
  • una riflessione più generale sui totalitarismi che hanno investito l’Europa nel Novecento;
  • una riflessione sulle differenti memorie, ed in particolare sull’utilizzo di una memoria pubblica che può essere difforme di quella privata.
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Visita al parco dedicato all’olocausto

Cosa offre Budapest per una riflessione sull’olocausto?

  • Un quartiere ebraico vivo, attivo e con numerosi monumenti e musei
  • La Sinagoga più grande d’Europa
  • Circa 20 Sinagoghe funzionanti, dalle ortodosse alle riformiste
  • Il Museo dell’olocausto
  • La Casa del Terrore
  • La storia di Giorgio Perlasca
  • Storie di importanti personaggi ebrei come l’allenatore Arpad Weisz
  • Una fitta rete di associazioni ebraiche
  • Gruppi di studenti ebrei con cui confrontarsi

 

Per maggiori informazioni scrivici a sfumaturedibudapest@gmail.com

 

 

 

 

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